Paese che vai aiuola che trovi
Di sicuro sarà capitato a tutti di osservare delle sostanziose differenze
tra le lussureggianti bordure anglosassoni e le pur colorate aiuole nazionali.
Gli italiani hanno sempre preferito il cosiddetto “pronto effetto”,
una sorta di giardino in scatola, da aprire e ammirare. Infatti, i vivaisti
e paesaggisti si sono visti commissionare quasi solo giardini da potersi godere
da subito. Poi lentamente si è fatta strada una più elevata
passione per il giardinaggio ed ora, finalmente, le erbacee perenni hanno
trovato il loro meritato riconoscimento. Anzi pare proprio che siano molti
gli appassionati alla ricerca di perenni non proprio comuni e/o da collezione.
Si attende insomma un felice periodo per le migliaia di specie in attesa di
una collocazione in giardino o sul terrazzo. Le erbacee perenni sono piante
che se usate per delimitare un viottolo, sentiero , scalinata o prato possono,
nei giusti accostamenti, esaltarne le forme e dare una sequenza di cromatismi
impensabili con altre essenze. Generalmente danno il meglio di se sul finire
della primavera e all’inizio dell’estate, ma scegliendo con cura,
soprattutto tra i cataloghi dei vivai specializzati, possiamo regalarci colori
e forme per quasi tutto l’anno. La regola principale per ogni bordo
misto è quella di mettere sullo sfondo le piante più alte e
gradatamente scendere verso chi osserva con quelle basse. Questo per tre motivi
importanti: evitare di nascondere le piante basse, mascherare il piede di
quelle alte (generalmente un po’ spoglio), dare “profondità”
prospettica alla creazione. Si abbia anche l’accortezza di rispettare
le distanze indicate dal vivaista, generalmente sulle 13-15 piante al metro
quadro, per non rischiare di infittire eccessivamente e offrire una giusta
razione di luce, calore e acqua a tutte. In masse miste le erbacee da fiore
esaltano la creatività del giardiniere e senza nulla togliere alle
altre piante da giardino, rappresentano la vera tavolozza colorata con cui
dipingere la nostra opera naturale.
Perenni alte.
Molte erbacee di alta statura, dagli 80 ai 200 cm, necessitano di adeguati
supporti o tutori che sostengano il peso della pianta, ma soprattutto le voluminose
e pesanti fioriture apicali. Anche il forte vento dei temporali estivi rappresenta
una minaccia, capace di rovinare cure assidue e intenti estetici in una sola
nottata. Il metodo più usato è quello di infilare delle sottili
canne di bamboo al fianco degli slanciati steli di Delphinium, digitalis,
lupinus, malvoni, thalictrum ecc. Con rafia naturale si legano le piante man
mano che crescono, ma vi sono sistemi più originali e meno impegnativi.
Utilizzando le sempre utili canne di bamboo e piantandole attorno al gruppo
di svettanti perenni, si forma una specie di triangolo i cui vertici formati
dai sostegni si collegano gli uni agli altri con filo di rafia, così
da formare un vero e proprio contenitore all’interno del quale si svilupperanno
liberamente le piante. Quando sul finire dell’inverno si potano i fruttiferi
o meglio ancora i noccioli si provveda ad accantonare alcuni rami per le alte
perenni estive. Infatti, prima ancora che le piante di cui prevediamo una
crescita oltre gli 80-100 cm, si siano sviluppate eccessivamente, si infilino
le ramaglie secche di nocciolo attorno al gruppo e con un gesto deciso si
pieghino verso l’interno, spezzandone le cime. Si formerà così
un ottimo appoggio per i delicati fusti verdi che si occuperanno di nascondere
i supporti con il fogliame.
Facili Polemonium.
Sono rustici e molto generosi i Polemonium dalle elegantissime foglie simili
a fronde di felci. L’abbondante fioritura blu accompagnata dall’estetico
fogliame ne fanno una delle più apprezzate perenni da giardino. Le
specie più comuni sono il P. coeruleum, dalla fioritura blu o bianca
in maggio-giugno e il P. foliosissimum dai fiori blu porporini in luglio-settembre.
Meno conosciute sono le specie P. cashmerianum, non molto alto (40 cm) ma
dai bellissimi fiori grandi, blu brillante (rispetto alle altre specie) e
riuniti a mazzetti, interessanti sono anche il P. boreale, piccolo polemonium
in forma compatta dal fiore blu con l’occhio giallo e il P. pauciflorum
dai fiori gialli e tubolari. Con queste piante si ottiene un ottimo effetto
piantandole in gruppi di 4-6 su terreno umido ma ben drenato, fertile e ben
esposto al sole, anche se si ottengono discreti risultati in mezz’ombra.
Papaver esuberanti.
Sono sempre molto appariscenti nei loro toni rossi, carminio, rosa, bianchi,
scarlatti, arancio ecc, ma anche decorativi per le prominenti capsule di semi
a fine fioritura e prima di questa nei loro boccioli gonfi che sembrano scoppiare
di energia vitale. La specie più comune è il P. orientale, oggi
commerciato in tantissime varietà come: “Beauty of Livermere”,
alto fino ad un metro, rosso scuro in giugno-luglio, oppure il “Pizzicato”
premiato con l’ambita medaglia d’oro del Fleur Select in molte
colorazioni salmone, malva, rasa e bianco e scarlatto. In una buona collezione
di papaveri non mancano di certo le varietà di P. naudicale, magari
dai grandi fiori (10 cm diametro) come il P. naudicale “Wonderland”
nei colori giallo, rosso e rosa, oppure dall’abbondantissima fioritura
(oltre 30 fiori per pianta) del P. naudicale “Summer Breeze”.
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